FOOD MARKETING. Le trasformazioni affrontate dalla ristorazione 01/09/2020

Non è la specie più forte o la più intelligente a sopravvivere, ma quella che si adatta meglio al cambiamento.

(Charles Darwin)

L’Italia, per cultura, ha sempre considerato il cibo come un’esperienza culinaria. La nostra nazione ha istituito una vera e propria relazione con il cibo, un profondo legame con storia e tradizione. In passato, la scelta di un prodotto rispetto ad un altro, è stata sempre considerata un atto passivo basato sulle poche e tradizionali pubblicità presenti sul mercato. Ora la realtà è completamente cambiata, non si acquista più per un mero soddisfacimento di un bisogno, ma si tende a vivere delle esperienze ed entrare in reale connessione con la storia del prodotto stesso. È proprio da qui che inizia l’ascesa del food marketing che nel nostro Paese trova terreno fertile per crescere in modo esponenziale, grazie alla sopracitata cultura del cibo, all’importanza per la tradizione e per il made in Italy.

Deludente è che l’Italia, con il suo background culinario, sia uno tra i più arretrati in ambito di food marketing rispetto ad altri Paesi.

La non conoscenza digitale è il risultato di convinzioni e preconcetti che sfociano in frasi che ognuno di noi ha sentito almeno una volta come “La cucina italiana è la migliore al mondo, i social network sarebbero una perdita di tempo e soldi”.

Sapendo che i clienti italiani amano mangiare al ristorante, il food marketing è uno strumento fondamentale in una fase in cui le attività di ristorazione sono un numero elevatissimo quindi con elevata concorrenza.

I ristoratori necessitano di pensare da clienti e il cliente attuale ha bisogno, per prima cosa, di poter prenotare online; come sarebbe possibile se non si possiede un’identità online, se non si offrissero dati corretti su posizione, indirizzi e contatti?

Inoltre, è fondamentale prendere atto che nella società il cibo è sempre più considerato come valore e non più come bisogno primario. L’utente medio tende sempre più a informarsi, a cercare luoghi in linea con i propri valori, a confrontare esperienze ed essere certi di non restare delusi.Gli utenti entrano in contatto continuamente con i contenuti dei tanti ristoranti attivi online, oltre che con le tante app che sono oggi un altro potente strumento di supporto.

Non investire, da parte della ristorazione, in una Digital marketing strategy è un grande errore dati gli strumenti che oggi abbiamo in possesso per poter mostrare mission e valori aziendali e sapendo che il settore food è quello che più si presta a raccontare una storia attraverso ogni suo minimo aspetto, dai colori ai territori, dalla storia al piatto.

Data l’elevata concorrenza, è fondamentale per una Web Agency conoscere e analizzare ogni aspetto dell’attività, dalla storia alle esigenze, dalle personalità dei ristoratori al luogo. Oltre un semplice piatto c’è una storia da raccontare, c’è una persona che lo ha creato.

Creare contenuti studiando una strategia si rileva imprescindibile, riuscendo a creare nuovi contenuti a seconda delle tendenze del momento e non lasciando nulla al caso soprattutto per quanto riguarda i molti social network utilizzabili per il settore.

È la storia la chiave di tutto e la ristorazione italiana possiede tutti gli elementi per uno storytelling efficace facilmente invidiabile, a prescindere dal tipo di ristorazione che si propone infatti da una trattoria al gourmet, tutte le attività ristorative hanno, in modi differenti, una storia da raccontare. Analizzando i mesi passati, durante la crisi sanitaria ed economica, in molti hanno iniziato realmente a comprendere l’importanza del Web e del Social Media Marketing.

La pandemia ha modificato le abitudini ed i piccoli gesti quotidiani, colpendo nel profondo la natura dell’uomo inteso come essere sociale. Non a caso il settore più colpito è stato quello della ristorazione, che per l’uomo è una dimensione sociale e di convivialità.

La ristorazione è stata costretta a cambiare per sopravvivere, ad innovarsi e ingegnarsi, sfruttando ogni strumento possibile per non perdere ciò che è stato costruito negli anni.

I ristoratori capiscono che l’unico modo per comunicare e rimanere nella memoria dei Clienti è utilizzare i social media, attraverso il racconto della storia dell’attività, creando video ricette dei propri piatti, enfatizzando la ripresa ed elaborando nuove idee, come istituire il food delivery, creare menu digitali o utilizzare i live. Non interrompere la comunicazione si è rivelata una strategia decisiva ed efficace per mantenere vivo l’interesse dei consumatori.

Nel periodo di chiusura, l’importante non era vendere, ma modificare e rinforzare i valori aziendali e chi ha affrontato i cambiamenti, chi ha saputo accettare consigli ed ha rimarcato la sua presenza sul web, è riuscito a rimanere competitivo nei mesi post covid ad oggi.

La pandemia ci ha costretto ad imparare che non bisogna temere il cambiamento, ma accettarlo e sfruttarlo, soprattutto se positivo come il digital marketing.

Siamo realisti, la crisi continua, ma abbiamo maggiormente acquisito la capacità di cambiare e di comprendere che chi ha investito nella comunicazione e ha fatto in modo di rimanere nella testa dei clienti, di creare un legame con loro, ora ne raccoglie i frutti e possiede una spinta in più per ripartire.

Ilaria Castagna - Social Media Manager Yuma