Le tendenze creative 2021 di Adobe: l’anno della resilienza 16/01/2021

Le tendenze creative 2021 di Adobe: l’anno della resilienza

A cura di Brenda Milis

Gli ultimi dodici mesi hanno messo tutti alla prova. I cambiamenti causati dalla pandemia di COVID-19 hanno avuto un impatto drastico sul metodo di lavoro, sulle idee e sull’estetica di noi creativi. Chiusi in casa ad affrontare il calo di richieste mentre vedevamo sfumare ogni parvenza di vita sociale, molti di noi hanno avuto difficoltà a trovare tendenze innovative e nuovi stimoli visivi. Le giornate si sono fatte sempre più monotone e trovare l’ispirazione è stato davvero difficile.

I brand hanno reagito alle restrizioni internazionali con estrema cautela e con i proverbiali piedi di piombo. Nessuno ha voluto dare l’impressione di capitalizzare su una tragedia, ma spesso non è stato possibile nemmeno rimanere in silenzio. Dai grandi brand agli studi più piccoli, i temi trattati continuamente dai media hanno ruotato intorno alla connessione, al comfort e al benessere: come possiamo connetterci e rimanere vicini seppur a distanza? Come sostenerci a vicenda? E come preservare il nostro benessere fisico e mentale in questo eccezionale momento di difficoltà?

Questi temi fondamentali, che abbiamo incontrato più e più volte nella cultura visiva, in editoria e nei dati relativi alle ricerche e ai clienti, si intrecciano profondamente nelle nostre Tendenze Creative 2021.

Ogni anno confrontiamo un numero esorbitante di fonti e segnalazioni dei clienti e le uniamo alla vasta esperienza del team creativo di Adobe Stock per pubblicare le nostre previsioni annuali sulle tendenze. L’anno scorso abbiamo ampliato le nostre aree di interesse includendo oltre alla fotografia, all’illustrazione e alla grafica vettoriale anche i settori motion graphics, graphic design, rendering 3D ed esperienze immersive. Quest’anno ci spingiamo ancora più in là, presentando la nostra primissima serie di tendenze legate al mondo dell’audio.

Le tendenze del 2021 ci sono parse particolarmente significative e riscontrabili in tutti i mezzi di espressione analizzati. Riflettono, infatti, le svariate reazioni alle difficoltà del 2020, così come lo spirito di speranza e rinascita con cui i creativi affronteranno l’anno nuovo.

Visual Trends 2021

Compassionate Collective

In questo tumultuoso periodo di cambiamenti, diventa ancora più urgente il desiderio di aggrapparci a valori fondamentali e condivisi. Questa tendenza fa leva sulle emozioni profonde che tanti di noi stanno provando e sul modo in cui stiamo vivendo. Nessuna corrente emerge dal vuoto: insieme ai cambiamenti nella nostra cultura, si modificano anche gli interessi dei consumatori e del pubblico.

Negli ultimi anni, la spinta collettiva a sostenere brand che condividono e sostengono i nostri valori ha continuato a crescere. Compassionate Collective è una tendenza visiva che esprime proprio questo desiderio, insieme alla volontà di connettersi con forza ed empatia. Le persone si chiedono: come possiamo unirci e sostenerci a vicenda, fisicamente e mentalmente, attraverso l’imprenditorialità e la cooperazione? Le agenzie e i brand rispondono con campagne che adottano un approccio democratizzato alle immagini, facendo leva su una vasta gamma di espressioni individuali: #ItStartsOnTikTok di TikTok e la #MarchForSisterhood digitale di Girls Who Code ne sono l’esempio perfetto.

Il crescente interesse verso l’azione collettiva e il potere dell’attivismo diretto e dell’aiuto reciproco hanno acquisito una nuova dimensione nel corso del 2020: la brutalità della polizia emersa in vari eventi di grande risonanza mediatica ha scatenato proteste appassionate, il fenomeno del Black Lives Matter e il più ampio movimento per la giustizia razziale hanno fatto notizia e la pandemia di coronavirus ha minato la nostra fiducia nei sistemi su cui facciamo affidamento. Davanti all’ingiustizia, alla paura e alla diffusa incertezza economica, molti hanno risposto rivolgendosi ai loro vicini, cercando un coinvolgimento diretto nelle loro comunità e ideando soluzioni per contribuire in prima persona a un cambiamento positivo.

Oggi, gli effetti di questi movimenti ed emozioni pervadono la nostra cultura e sono una potente fonte di ispirazione visiva che ci aspettiamo cresca ancora.

Mood-Boosting Color

Accostamenti di colori brillanti e saturati: forse avrai notato questa tendenza un po’ ovunque negli ultimi tempi, dalle riviste ai cartelloni pubblicitari, nelle vetrine dei negozi, su abiti e scarpe, nel mondo analogico e digitale.

La forza del colore non è una novità, ed è proprio quello di cui abbiamo bisogno in questo momento. Le tonalità brillanti e saturate ci fanno sentire più svegli e vigili, ci rasserenano quando siamo tristi e ci regalano una buona dose della tanto agognata energia. Le sfumature vivaci offrono un tocco di ottimismo, mentre le palette di colori primari trasmettono un senso di immediatezza e vicinanza.

Oltre a donare vivacità alle nostre giornate monocromatiche, la tendenza visiva Mood-Boosting Color esprime un sentimento di gioia e potere che appare forte e ribelle, pur conservando un senso intrinseco di allegria.

Da tempo l’arcobaleno è associato al Pride LGBTQ+, alla diversità e alla libertà di espressione. Oggi le associazioni che adottano l’arcobaleno sono sempre più numerose: la gioia diventa una forma di affermazione personale e uno strumento di resistenza. In un periodo in cui le persone nere e i loro simpatizzanti sono scesi in piazza in massa per protestare contro l’ingiustizia razziale, e in cui l’emergenza sanitaria colpisce in modo sproporzionato gli afroamericani e le persone di colore negli USA, giornalisti e leader neri hanno parlato del potere e dell’importanza della “Black Joy”. Immagini che rendono omaggio a questo sentimento appaiono continuamente nelle campagne dei brand, come in #BlackJoyMatters della community di photo sharing VSCO, mentre il termine si è diffuso organicamente nei social media.

Il colore comunica sempre un senso di allegria, e grazie alla sua semplicità, attrae persone di qualsiasi età. Specialmente nei momenti difficili, le persone hanno bisogno di ridere, trovare conforto e una spinta per andare avanti. È ciò che offre questa tendenza, con un messaggio profondamente personale e positivo (e, talvolta, politico).

Comfort Zone

A partire dal 2018, se non già da prima, abbiamo assistito a un cambiamento nel modo in cui le persone utilizzano la loro casa, che è diventata una sorta di hub dedicato non solo alla famiglia, ma anche al lavoro, agli hobby, alla formazione e al gioco. Per i millennials soprattutto, la casa è passata dall’essere il luogo in cui si dorme al fulcro della vita familiare e sociale. A causa delle restrizioni dovute alla pandemia, il 2020 ha visto crescere questa tendenza, che ha finito per inglobarci tutti. Nel 2021 la vedremo diventare ancora più presente in qualsiasi tipo di campagna e visual creativo. Abbiamo deciso di chiamarla Comfort Zone.

Già prima della pandemia, i millennials si dedicavano molto di più all’intrattenimento casalingo rispetto alle generazioni precedenti. Gli stipendi faticano a crescere e le tecnologie all’avanguardia sono sempre più accessibili, quindi possiamo risparmiare facendo in casa quello che prima non era possibile: usufruire in streaming di film e serie tv, musica e videogiochi, oppure cercare e ordinare praticamente qualsiasi cosa su internet e sulle app di delivery, 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Le piattaforme social hanno reagito alla necessità degli utenti di concentrarsi sulla cura di sé e sul comfort: ne sono un esempio le Guide di Instagram a “sostegno del benessere” e la crescita di attività su Pinterest riguardanti la “positività”, la salute mentale e la casa.

Il lavoro e la didattica a distanza sono diventati la norma, quindi le nostre vite casalinghe a 360° sono destinate a durare. Pur comportando una maggiore libertà dal pendolarismo per molti, questa nuova dimensione domestica può causare un affaticamento dovuto al tempo passato davanti agli schermi. Per questo, la cucina, il giardinaggio e il fai-da-te, così come le attività creative, sono stati riscoperti e apprezzati ed è aumentato il numero di chi sceglie di prendersi una pausa dalla tecnologia.

Breath of Fresh Air

Chiusi in casa per così tanto tempo, nel 2020 abbiamo sognato un’idilliaca libertà fuori. Nemmeno la pandemia è riuscita a fermare il desiderio moderno di viaggiare, ma di certo ha cambiato il modo in cui abbiamo potuto farlo: molti hanno deciso di stare più vicini a casa, esplorando i parchi della loro città, passando più tempo in giardino (per i fortunati che ne hanno uno, ovviamente) e, in generale, coltivando un rapporto più stretto con la natura. Durante la quarantena, il nostro bisogno di immergerci nel verde e negli spazi aperti per ritrovare l’armonia è diventato una priorità e i brand hanno intercettato questo bisogno. Il che ci porta alla nostra quarta tendenza visiva, Breath of Fresh Air.

Che si viva in campagna, in periferia o in un centro urbano, spostarsi verso il verde offre un sollievo immediato dal sovraccarico di schermi e tecnologia. Non solo: a livello collettivo siamo diventati molto più consapevoli e attenti alle nostre azioni legate al cambiamento climatico, all’ambiente e alla sostenibilità.

Celebrare il potere rigenerativo della natura e degli spazi aperti può significare godersi semplicemente la novità di poter nuovamente uscire di casa. Per agenzie e brand, ciò si traduce in immagini con tutte le tonalità di verde, palette vivaci ispirate alla natura e immagini di persone appartenenti a vari strati demografici e sociali che interagiscono e si divertono all’aria aperta, da sole o in gruppo. I principali brand di fitness e abbigliamento basic come Athleta, Gap e Old Navy stanno puntando sugli allenamenti all’aperto, offrendo nuovi elementi essenziali come le mascherine.

Questa tendenza ha comportato anche un rinnovato interesse per la cura delle piante domestiche e il giardinaggio. Chi vive in città ha avvertito un maggiore bisogno di verde, così le piante da interni e quelle grasse sono diventate indispensabili accessori di arredamento per la casa. Anche questo aspetto riflette il desiderio di entrare in contatto con la natura e provare la soddisfazione di sporcarci davvero le mani per coltivare qualcosa.